RIFORME MONDIALI ANTICRISI

RIFORME MONDIALI ANTICRISI

Le delocalizzazioni industriali, dall’Occidente all’Oriente, hanno creato insostenibili situazioni di Dumping, sui costi della manodopera.

In Occidente si è avuta la massiccia perdita di posti di lavoro, con crollo a valanga della domanda interna ed estera; con riflessi economici negativi sull’intera Economia Mondiale.

Gli USA hanno cercato di attenuare tali effetti negativi, immettendo artificiosamente grandi quantità di denaro sul mercato, fino al punto di provocare dissesti nel sistema bancario nazionale ed internazionale, con ulteriori effetti negativi sulle Industrie, private del corretto sostegno bancario.

È così sopraggiunta la Crisi Economica Mondiale.

La via, per una valida ripresa, passa necessariamente per un aggiustamento concordato degli Indici di Cambio di tutte le monete, al fine di equiparare i costi della manodopera in tutte le aree del mondo, per una corretta concorrenza internazionale.

Parallelamente, ciascuno Stato, dovrà istituire il Reddito di Cittadinanza Universale con il doppio fine: da un lato, dell’avvio immediato della domanda di beni, e dall’altro, della realizzazione di un valido sistema di Solidarietà Sociale.

Le risorse monetarie, per il Reddito di Cittadinanza e per le Spese Pubbliche di ciascuno Stato, dovranno essere ricavate da una Imposta Monetaria Unica Annua, concordata tra i vari Paesi e scelta nell’intorno dal 6 al 10%, gravante su ciascuna Massa Monetaria Nazionale Elettronica.

Con ciò i Settori Economici verranno liberati dalle imposizioni fiscali e previdenziali, eliminando la causa storica della distruzione di valore del denaro nel tempo.

Si avrà inoltre il dimezzamento, a livello mondiale, dei costi di produzione e conseguente raddoppio del potere di acquisto del preesistente denaro dei vari Stati.

Con queste semplici riforme si avrà l’immediata ripresa della domanda globale e conseguente avvio della produzione industriale mondiale.

Per evitare parassitismi monetari tra i vari Stati, sarà necessario concordare che ogni Stato ritocchi annualmente, in aumento o diminuzione, gli ammontari dei Redditi di Cittadinanza interni, in dipendenza dell’andamento positivo o negativo della bilancia commerciale nazonale.

Con ciò, ogni cittadino contribuirà liberamente al benessere della Comunità di cui fa parte, sotto la spinta di fattori morali e non, come in passato, sotto la spinta dei bisogni vitali.

Il benessere di ciascuno Stato influirà positivamente sugli altri Stati sotto lo stimolo della concorrenza internazionale.

È prevedibile che l’insieme delle Banche Centrali Mondiali ostacoleranno un tale tipo di soluzione, giacché da esso deriverà la perdita del loro potere di emissione monetaria di cui hanno illegittimamente goduto finora.

Di contro è pensabile che dovranno rassegnarsi a tale percorso riformatore giacché, continuando alla vecchia maniera (signoraggio), non si potrà mai uscire dalla Crisi.

I vari Governi, pressati dai problemi derivanti dalla inarrestabile perdita di posti di lavoro, tenteranno inizialmente la strada della immissione di denaro, alla vecchia maniera, con incrementi dei Debiti Pubblici, con il risultato che i Cittadini, terrorizzati dalla Crisi, tesaurizzeranno i ricavi, sottraendoli agli investimenti e riducendo al minimo le spese.

È sperabile che il grande lavoro culturale svolto dal compianto prof. Auriti, contribuisca ad evitare che si percorra tale dolorosa strada.

La ripresa dell’Economia Mondiale verrà dall’allineamento internazionale dei compensi della manodopera, per un’equa concorrenza, nonché dalla generale Istituzione del Reddito di Cittadinanza Universale e della Fiscalità Monetaria, che non si scarica sui prezzi e libera i Sistemi Produttivi dalle mortali burocrazie fiscali.

Tarquinia, 3 maggio 2009

Nicolò Giuseppe Bellia